Cè grande attesa per la prossima seduta consigliare di luglio. Allo.d.g., oltre ai provvedimenti legislativi in seconda lettura sul commercio, le licenze e le rogatorie internazionali, anche i correttivi straordinari di tipo economico-finanziario: provvedimenti di veloce attuazione che andranno a rettificare nelle spese e nelle entrate il bilancio previsionale del 2010. La Commissione Consiliare per le Finanze e il Bilancio ne prenderà atto nella sua seduta di venerdì prossimo.
La manovra straordinaria, che sarà accompagnata dallindicazione di strumenti attuativi per i singoli interventi, riguarderà innanzitutto il contenimento delle spese. Nello specifico, saranno congelati quei capitoli di bilancio che in questa fase storica non rappresentano spese necessarie. I provvedimenti riguarderanno anche la riduzione delle spese inerenti al personale del pubblico impiego: da un lato la categoria del precariato, dallaltro quella del personale già in ruolo, entrambe oggetto di interventi correttivi tendenti allequità, in un ottica di corresponsabilità dettata dalle difficoltà del momento e di rispetto e solidarietà nei confronti dei lavoratori del settore privato.
Il provvedimento economico straordinario toccherà anche altri settori: ladeguamento tariffario di certe imposte e, in campo fiscale, politiche di incentivazione degli investimenti - già inserite nella riforma tributaria avanzata in Parlamento dalla Segreteria di Stato alle Finanze - e la riduzione temporale di due punti della monofase, come fase transitoria del passaggio allIVA. La manovra secondo il Segretario di Stato Pasquale Valentini potrà costituire un volano per la ripresa del sistema economico sammarinese. Giovedì prossimo, intanto, si terrà un primo confronto con le categorie economiche e le OO.SS.
Nei confronti della situazione di stallo con lItalia, lEsecutivo continua a lavorare alla ricerca di una soluzione condivisa. Di certo, lazione mediatica non è favorevole alloperato del Governo, in quanto tende a diffondere informazioni che scoraggiano coloro che fanno business con aziende sammarinesi. Lobiettivo primario rimane dunque rimuovere lostacolo e portare lItalia ad un segnale collaborativo nei confronti delle problematiche che le nostre aziende stanno vivendo.
Il Segretario di Stato allIndustria, Marco Arzilli, ha spiegato come la tendenza a leggere la situazione in maniera pessimistica sia in realtà molto diversa dai fatti. Le aziende sammarinesi che hanno deciso di chiudere e trasferire la loro sede in territorio italiano sono davvero poche. Si fa confusione - dice Arzilli - fra le aziende che hanno optato per una soluzione definitiva in Italia e quelle, invece, che hanno scelto di aprire unattività temporanea fuori confine, pur mantenendo la sede a San Marino, e che rimangono comunque una piccola percentuale. In questa fase di incertezza sulla stessa applicazione del Decreto incentivi la Camera di Commercio svolge unimportante opera di monitoraggio per le Istituzioni governative e di supporto per le stesse imprese che si trovano a dover affrontare situazioni problematiche. La maggior parte delle aziende che opera a San Marino, di dimensioni medio-piccole, non ha ancora preso decisioni definitive in quanto i costi di un eventuale trasferimento non sempre sono così accessibili.
Il Governo ha espresso infine la propria posizione nei confronti degli oltre 6.000 lavoratori che quotidianamente varcano il confine per lavorare in Repubblica: la situazione impone scelte di carattere economico che comporteranno delle ricadute negative anche sui frontalieri, in primis per la loro stabilizzazione.
San Marino, 12 luglio 2010/1709 d.F.R.