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La Reggenza scrive al Santo Padre in occasione della 51° Giornata mondiale della Pace
 

La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, in relazione al Messaggio del Santo Padre diramato in occasione della 51° Giornata mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio, trasmette di seguito la risposta che gli Ecc.mi Capitani Reggenti, S.E. Matteo Fiorini e S.E. Enrico Carattoni, hanno fatto pervenire a Sua Santità Papa Francesco:

I Capitani Reggenti si associano al Messaggio del Santo Padre in occasione della LI Giornata Mondiale della Pace che si celebra il primo Gennaio, sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”.

Un Messaggio che diffonde germogli di speranza ad ogni essere umano, nell’assunto convinto che ognuno sia detentore dell’inalienabile diritto alla pace.

Condividiamo pienamente l’invito ad aprire i nostri cuori verso chi è costretto ad abbandonare le proprie terre, le proprie abitazioni e i propri affetti per cause riconducibili ai conflitti in corso, allo sfruttamento, alla povertà morale e materiale e alla discriminazione, consapevoli dell’alto dovere, istituzionale e personale, di affiancare al più alto spirito umanitario concrete misure di sostegno e politiche di integrazione efficaci, per interpretare con responsabilità il sacrosanto principio del “bene comune rettamente inteso”.

La Repubblica da sempre vive nello scrupoloso rispetto delle norme cogenti e delle regole non scritte, che impongono il riconoscimento per tutti della pari dignità umana; un concetto, questo, su cui ha costruito un tessuto sociale di pacifica convivenza, che ama riaffermare in ogni sede e che reputa fondamentale per l’edificazione di un mondo di pace.

Non può esservi pace se le comunità e i governanti non oppongono profonde resistenze alla discriminazione, all’intolleranza e alla xenofobia; più che mai, oggi, in presenza dei massicci flussi di uomini e donne in cerca di salvezza, diventa indispensabile sollecitare un più forte impegno degli Stati e della comunità internazionale per rimuovere le cause di un esodo di massa, per garantire ovunque condizioni di rispetto della libertà e dei diritti fondamentali, una più equa e solidale distribuzione delle risorse, una convivenza tra Stati e popoli in cui le ragioni del confronto e del dialogo prevalgano su quelle dell’odio.

Siamo altresì concordi sulla necessità di una mobilitazione corale che consenta di aprire le porte della solidarietà e dell’accoglienza e di costruire “cantieri di pace”, in luogo delle odierne contrapposizioni e divisioni.

Siano dunque benvenuti gli auspicati strumenti internazionali da adottarsi nell’ambito delle Nazioni Unite in favore di un più incisivo impegno degli Stati sugli odierni fenomeni migratori; la Comunità internazionale potrà certamente avvalersi di due nuovi riferimenti normativi per combattere quella globalizzazione dell’indifferenza che sta seminando divisioni e discordia.

In questo spirito di mutuo riconoscimento di diritti inalienabili, i Capitani Reggenti, nell’accogliere con gioia l’odierno Messaggio di Pace che induce alle più profonde riflessioni sulle sfide dei nostri giorni, con il pensiero costante rivolto alla protezione di tutti i membri della famiglia umana, coglie l’occasione della celebrazione internazionale per rinnovare al Santo Padre i sentimenti più alti di ammirazione profonda per l’instancabile missione di pacificazione fra le genti, unitamente a voti augurali di serenità e benessere per la Chiesa Cattolica, per la Santa Sede e per la Sua Persona.”
 

San Marino, 1° gennaio 2018/1717 d.f.R.

 



 
 
 

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